venerdì 5 luglio 2019

EYOC 2019: routes by Guenda Zaffanella (6th W18) & Francesco Mariani (9th M18)

EYOC 2019 - Bielorussia
Sito della manifestazione - Sprint: https://eyoc2019.by/en/program/sprint/
Risultati: https://eyoc2019.by/upload/EYOC_Sprint_Results.pdf
Mappa, percorso e scelte di percorso dei nostri ragazzi che hanno raggiunto la Top10 ai Campionati Europei Giovanili: Guenda Zaffanella (6^ W18) e Francesco Mariani (9° M18). Bravi ragazzi!
W18: Guenda Zaffanella 6° posto

Mappa W18 con le scelte di Guenda
Analisi delle tratte
1-2-3: scelte anticipate e rese più veloci anche perché mi ricordavo la carta vecchia che abbiamo studiato;
3-4: non sono riuscita ad anticiparla molto e la mia velocità di pensiero è inferiore a quella della corsa, quindi non ho rallentato e ho fatto la prima scelta che ho visto: eseguita velocemente, ma di certo passare dall’alto con due bei rettilinei sarebbe stato più conveniente e anche più corto; 
4-5-6: dritte a tutta, sono riuscita ad anticiparle un po’;
6-7: non ho visto la possibilità di attaccarla dall’alto, ho fatto la strada che conoscevo già correndo al massimo e preparando la 8;
7-8: mi sembravano uguali e ho eseguito quella che mi è venuta più spontanea (non ho pensato alla “linearità” del percorso che mi poteva dare l’altra scelta, cosa che è utile con la sicard air);
8-9: qui ho pensato invece a ciò che ho appena scritto in parentesi e poi al fatto che forse non beccavo il portico giusto, anche se si sarebbe preso come riferimento l’altro lato della strada, non si poteva sbagliare;
9-10-11: mi sembrano ovvie (il 10 era il punto spettacolo);
11-12: sbagliata, errore dovuto a una lettura troppo veloce della descrizione: pensavo che il punto fosse sull’angolo esterno, per fortuna me ne sono accorta e ho deviato subito; 
12-13: nel correre mi è balzato all’occhio il giro esterno, così l’ho fatto a tutta, ma è una scelta anche qui discutibile, perché è la più lunga;
13-14: l’ho anticipata nel tragitto per andare alla 13 e mi sembrava che non ci fossero molte differenze, quindi ho fatto da sinistra che è comunque la prima che ho visto e “memorizzato”;
14-15: bah..anche qui dopo una analisi io direi che sono abbastanza simili, ma entra sempre in gioco il discorso di “linearità” senza stare a fare angoli acuti (come io invece nella fretta ho fatto);
15-FINISH: correre! 

Nel complesso, la cosa che mi ha favorito è stato il fatto di non aver mai rallentato/fermato la corsa: ho fatto tutto in modo fluido e convinta, anche se le scelte fatte non sempre sono state le migliori. Appunto pur di non rallentare ho fatto le scelte che mi sono venute più spontanee, perché poi è avvenuto tutto così velocemente. Le gambe vanno più veloci della mente, non sono riuscita ad anticipare molto perciò ho preso scelte più lunghe, fatte sempre veloci, ma ciò non basta. A fine gara riguardando ciò che ho fatto mi sono accorta di aver preso strade più lunghe e di certo non le migliori.
Bilancio finale: gara soddisfacente, perché ho potuto vedere che a livello fisico non sono distante dalle altre. Per fortuna le gambe hanno recuperato e io ero carica, con il giusto di ansia che mi aiuta a correre senza però perdere la concentrazione sulla carta.
M18: Francesco Mariani 9°
Analisi tratta per tratta
P-1: scelta unica ma in cui occorre stare attenti a quale vicolo imboccare dato che lo spazio nel quale è posizionata la 1 è totalmente chiuso, accessibile solo da un’unica entrata-uscita; io lo noto subito, ma, per aver contato male i vicoli, sto per entrare in quello precedente al mio; dopo due passi mi rendo conto che non dovevo entrare in un vicolo porticato, così proseguo fino al punto.
1-2: raggiungo il punto da destra (verde) perché noto subito che è più corta e scorrevole (meno angoli) e che mi avrebbe permesso di anticipare la strada per la 3.
2-3: scelgo rapidamente di prendere il punto da sud (viola), avendo già studiato quel passaggio nella carta vecchia.
3-4: stavolta decido di non tornare indietro e fare la verde, avendo così il tempo di anticipare la 5, la tratta più lunga della gara.
 4-5: questa tratta prevede due scelte: una più corta che però ha più cambi di direzione (rossa) e una più lunga che passa per le strade principali (viola); io rimango indeciso fino all’ultimo, ma alla fine opto per l’ultima, potendo così allungare il passo e guardare avanti per le prossime tratte.
 5-6: faccio la verde senza neanche considerare la blu, chiaramente più svantaggiosa.
 6-7: qui un piccolo errore mi costa 2-3”, infatti invece che andare diretto verso il punto, allungo leggermente raggirando la zona privata.
 7-8: decido di arrivare al punto da sinistra (verde) pensando che le due scelte siano simili in lunghezza; solo dopo un’analisi mi rendo conto che la blu è più corta di più di oltre 30 metri; dai migliori intertempi perdo 7-8”.
8-9: prendo il punto da sinistra (viola), ma se ci avessi ragionato qualche secondo in più avrei fatto la rossa perché permetteva di arrivare al punto più diretti, infatti dai GPS si evince che quasi tutti i migliori hanno fatto questa’ultima.
9-10: scelgo la verde, anche un po’ influenzato dallo spagnolo che mi partiva un minuto davanti e che ho incrociato nella piazzetta precedente alla 9; inoltre mi sembra più facile arrivare al punto (con la blu avrei dovuto fare attenzione al passaggio nel portico).
11-12: questa tratta si è rivelata una delle più decisive: bisognava assolutamente leggere la descrizione per capire che il punto era interno all’angolo della recinzione; io parto seguendo il primo tratto della viola, convinto però che il punto sia esterno; solo dopo aver superato il parchetto mi viene un dubbio e leggo la descrizione, cambiando giusto in tempo la scelta, cioè seguendo la viola fino in fondo.
 12-13: non più totalmente lucido, mi sfugge la scelta di destra (blu), più corta e che mi avrebbe permesso di evitare le scalette, e prendo il punto da sinistra (verde).
13-14: faccio la viola, scelta che mi ha permesso di guardare il passaggio per la 15.
 14-15: senza indugi vado per la verde.
15-16: anche l’ultimo punto presenta una scelta; io scelgo la viola, ma mi accorgo solo dopo che la rossa era migliore perché non aveva scalette e soprattutto la zona di terreno aperto in cui passava la viola era sabbia, molto difficile da affrontare dopo una gara tirata al massimo. 

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